Ogni giorno ci svegliamo con un senso di angoscia dovuto alle notizie che arrivano dalla Ucraina e dal Medioriente. Siamo bombardati di news e immagini terrificanti e sempre più scioccanti da entrambi i versanti, e tutto questo da più di 2 anni per l’Ucraina e da ottobre per la Palestina/Israele, sconvolge le nostre vite e soprattutto gli equilibri mondiali di geo politica.

Non si trova una soluzione nè per l’Ucraina, con tanto di appello del Papa, né per la Palestina malgrado oramai le situazioni (tragiche) sul campo siano chiare. Sull’Ucraina ritengo che oramai un tavolo per un accordo che cristallizzi le posizioni sul campi (attuale situazione territoriale) che gli USA chiamano tipo “alla Corea”, con un controllo da parte di un area neutrale a cuscinetto sul confine del Dombass, possa essere raggiunto come accordo; poi la forma di come presentato per gli Ucraini e per i Russi, si trova un modo nel quale nessuno in termini esterni e di comunicazione ne esca “ammaccato”, ma anzi vincitore.

Invece per il Medioriente consegnati gli ostaggi (punto fondamentale e non mediabile), una tregua e quindi uno stop alla guerra a Gaza, con un tavolo per le trattative dove identificare la nuova realtà sulla striscia sia in termini di quale autorità palestinese la possa gestire e quale autorità internazionale possa garantire la sicurezza della striscia e soprattutto quella di Israele nel prossimo futuro possa essere realizzato. )La ferma condanna dell’attentato di ottobre la ripeto senza se e senza ma, di un gruppo terroristico sia chiaro quale è Hamas).

Israele unica democrazia nell’area ha diritto a vivere nella tranquillità e non nell’angoscia e così i palestinesi devono avere la loro realtà e il loro territorio.

Mi affido alla necessità dei contendenti sul campo soprattutto USA, Cina e Russia, che per loro esigenze sia di campagna elettorale (vedi novembre in USA), sia economiche(vedi Cina e Russia) che devono risolvere assolutamente oppure andranno incontro a gravi crisi economiche e quindi sociali nei loro territori che alla fine (a breve termine) un accordo si raggiunga.

Franz Turchi