di Walter Virga
In un articolo pubblicato su questa Testata pochi giorni fa – ecco il link per chi non lo avesse letto:
https://lapiazzaditalia.it/ponte-sullo-stretto-e-pericolo-di-infiltrazioni-mafiose-quando-non-si-hanno-argomenti-e-sempre-meglio-tacere/ – affrontavo il tema delle critiche mosse alla realizzazione del Ponte sullo Stretto da parte di chi, privo di argomenti validi, è arrivato a sostenere che l’opera pubblica in questione non dovrebbe essere realizzata perché offrirebbe alle mafie una ghiotta occasione di infiltrazioni. Rimando al citato articolo per quanto riguarda la critica a questa assurda obiezione.
Onde evitare, però, che sempre dalla stessa parte politica, oggi all’opposizione, e dai suoi organi di informazione si insinui, come spesso viene fatto, il sospetto che il Ponte sullo Stretto sia l’unica infrastruttura strategica proposta dall’attuale Governo, e in particolare dalla Lega e dal suo Segretario Matteo Salvini, per dovere di informazione ritengo giusto mettere i lettori al corrente del fatto che il Ponte è solo la “punta di diamante” di una politica delle infrastrutture che coinvolge capillarmente tutto il territorio nazionale e che mira a rendere l’Italia più moderna, evoluta ed attrattiva per gli investimenti anche stranieri, oltre che molto più vivibile per i suoi abitanti.
Per far ciò non ricorrerò a proclami e petizioni di principio, come è uso fare da parte della sinistra, ma citerò dei numeri che, nella loro oggettività, non possono essere smentiti.
In materia di infrastrutture la Lega, infatti, ha fatto sì che all’interno del programma di Governo trovassero spazio molte altre fondamentali iniziative, parte delle quali già in fase di attuazione perché attingenti ai fondi del PNRR e introdotte nell’ultima finanziaria, tra le quali mi limiterò a citare lo stanziamento di 51,5 milioni di euro destinati alla manutenzione dei paesi con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti. Tale misura ha già consentito l’erogazione di finanziamenti ad oltre 320 piccoli comuni sparsi sul territorio nazionale.
Ed ancora, sempre su impulso e diretto interessamento del Ministro Salvini, sono stati programmati investimenti per oltre 44 miliardi di euro destinati ad interventi sulla rete e sulle infrastrutture stradali del territorio nazionale ed anche il raddoppio dei fondi stanziati per la realizzazione di nuove linee ferroviarie e per l’ammodernamento della rete esistente; ad oggi si contano già più di 1.200 cantieri già aperti o di prossima ed imminente apertura.
Ed ancora, i lettori ricorderanno la tragedia del Ponte Morandi, frutto di decenni di incuria e disinteresse da parte di chi per lustri ha governato la Liguria sostanzialmente senza competitors.
Ebbene, a prescindere dall’opera di monitoraggio e prevenzione portata avanti dal MIT affinché eventi così drammatici non debbano ripetersi, la Lega è stata fautrice della Legge che ha introdotto benefici per le vittime dei cedimenti – sia totali che parziali – di infrastrutture autostradali di rilevanza nazionale.
A ciò aggiungo, ma l’elenco potrebbe essere ancora più lungo, l’approvazione del D.L. 69/2024, convertito con legge 105/2024, meglio noto come “Decreto Salva Casa 2024”, grazie al quale sono state introdotte importantissime misure di semplificazione per favorire la regolarizzazione delle lievi difformità edilizie, oltre che la sanatoria di molti interventi di trasformazione interna eseguiti senza titolo.
Non si tratta, come la solita sinistra cerca di spacciare per vero, di un mero condono ma, al contrario, di un piano strutturale volto a velocizzare l’iter di regolarizzazione di piccole, e comunque non impattanti né dal punto di vista statico che paesaggistico, irregolarità che, ad oggi, creano lungaggini e, alle volte il blocco, di interi settori del mercato immobiliare.
Da ultimo cito anche l’importante vittoria ottenuta davanti alla Commissione Europea che, dando torto alle obiezioni presentate dal Governo Austriaco, ha dichiarato contrario al principio di libera circolazione dei beni, sancito dagli artt. 34 e 35 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, il blocco imposto dall’Austria alla circolazione di mezzi pesanti nel Brennero.
Quest’ultima vittoria non appartiene solo al Governo o alla Lega ma a tutti gli italiani perché dimostra il nostro peso, anche giuridico, all’interno della tanto declamata Europa, ma ovviamente di questo la sinistra non parla preferendo agitare lo spauracchio delle infiltrazioni mafiose; tutto sommato meglio così, con questa opposizione si avrà il tempo, stando al Governo, di realizzare le riforme promesse agli elettori, compresa l’inaugurazione del Ponte sullo Stretto!
