di Walter Virga

La geopolitica è una cosa molto seria e molto complicata perchè gioca su di un livello che potremmo definire “superficiale”, vale a dire le immediate conseguenze di atti politici e dichiarazioni pubbliche degli attori in campo, su di uno già più profondo, che ha ad oggetto la programmazione degli assetti economici e militari nel medio-lungo periodo e su uno ancor più fondamentale che, invece, costituisce la risultante della somma dei primi due aspetti e che, alla fine, costituisce la base per lo scenario di lungo periodo.

Su questa testata ho più volte, specie in riferimento alla questione Russo-Ucraina, cercato di far comprendere come le cose non siano sempre semplici tranne che, ed è questo il problema, tali non ce le vogliano far sembrare.

Nello specifico, l’aver sin da subito distinto la querelle in “buoni” (gli Ucraini) e “cattivi” (i Russi: rectius Putin) a mio avviso ha soltanto complicato ancor di più le cose perchè, ed è innegabile che sia così, o si decide di eliminare “il cattivo”, cosa impossibile per mille ragioni prima tra tutte quella che nessuno ha la minima voglia di scatenare la terza guerra mondiale (e nemmeno Putin), ovvero lo si deve prendere per quello che è e quindi dar per scontato – cosa che solo la miope Europa pensava non potesse avvenire – che Putin non potesse mai e poi mai perdere la guerra e che, pertanto, l’Ucraina avrebbe dovuto rinunciare ad alcune parti del proprio territorio, peraltro russofone e filorusse da sempre.

Ora che queste cose le ha dette, e le sta mettendo in atto Trump, che per inciso sempre per la miope Europa (non tutta per fortuna) è una sorta di spauracchio collettivo non tanto per quello che fa (tutte cose sin qui ottime come la tregua a Gaza e, appunto, un deciso passo in avanti nella soluzione della questione ucraina) ma per quello che dice, allora si assiste a reazioni scomposte di statisti dell’ultima ora (Macron) che, forse per rivendicare una centralità Francese nell’Unione Europea, il che già fa sorridere perchè la Francia non è “centrale” nello scacchiere internazionale da almeno 100 anni, e l’Europa è talmente evanescente da non poter avere certamente un centro, ritiene che “senza l’Europa non sia possibile arrivare alla pace!”.

E perchè mai?

La domanda non è banale. L’Europa, infatti, convinta che sequestrando qualche miliardo di dollari agli oligarchi russi avrebbe in quattro e quattr’otto far deporre Putin si è accorta con incredibile ritardo che quei miliardi sequestrati erano poco più che gli spiccioli che i suddetti oligarchi avevano in tasca al momento dei vari sequestri e, inoltre, nessuno di loro si è apertamente schierato contro Putin per la semplice, banale, ed assolutamente scontata circostanza che, verosimilmente, se così avessero fatto Putin li avrebbe uccisi o giù di lì.

Ma che brutta cosa!! Direbbero le anime belle nostrane. E’ vero, è una cosa molto brutta ma è così e, in attesa del Sol dell’Avvenire, del trionfo della bontà e della gentilezza, dell’affermazione su scala non solo planetaria ma direi cosmica della Giustizia (quella ovviamente che piace a noi occidentali ça va sans dire) ed anche del galateo e delle buone maniere in generale, la verità è che, ribadisco, ci dobbiamo tenere Putin e, magari, già sento il brivido d’orrore che corre lungo la schiena delle anime belle di cui sopra, reintrodurlo nel contesto internazionale e sapete perchè? Perchè ad oggi insieme a Cina (altri cattivoni schiavisti) e Turchi (orribili sterminatori dei Curdi) non solo detiene buona parte delle materie prime destinate a influenzare l’economia globale nel prossimo secolo ma, per di più, costituisce l’ago della bilancia che permette all’Occidente di stare comodamente a casa propria lamentandosi del despotismo imperante in quei Paesi senza, però, doversi più di tanto preoccupare di un eventuale sconvolgimento del mondo Arabo che, finchè l’Iran starà al guinzaglio di Cina e Russia, non potrà avvenire.

Tutto questo a Macron non è piaciuto perche, novello De Gaulle, ha deciso di essere uno statista e di imporre la presenza dell’Europa ad un tavolo di pace nel quale, al massimo, l’Europa (e la Francia in particolare) può occuparsi della liste des vins.

A questo punto anche altri Paesi Europei, aimè anche l’Italia che con Giorgia Meloni invece sino a quel momento aveva avuto il buon senso di non proferir parola, hanno ritenuto di attaccare verbalmente la Russia.

In questo l’Italia (ribadisco: aimè!) tramite la sua più alta espressione rappresentativa ha avuto l’ottima idea di paragonare il regime di Putin al Terzo Reich.

Ora, al di là dei milioni di motivi per cui questo paragone è del tutto destituito di ogni seppur minimo barlume di fondamento storico e morale, ciò che veramente stupisce è che ci si stupisca, mi si perdoni il calembour, che i Russi, forti dei propri 28.000.000 (lo scrivo in lettere così si capisce meglio l’enormità del numero: ventottomilioni!) di morti sacrificati nella seconda guerra mondiale prioprio per contribuire alla sconfitta del Reich, si siano “leggermente offesi” e, invece di dire tutto ciò che avrebbero potuto dire a fronte dell’infame offesa ricevuta, si siano moderatamente limitati a dichiarare “blasfeme” tali accuse.

Comunque, detto ciò, per fortuna è intervenuto a difendere l’Onor Patrio dal Palco di Sanremo un comico che, mi pare sempre da quel palco nel 2022, aveva dato ben altra prova di sè elogiando, cito testualmente “il pisello di Pippo Baudo” con tanto di fugace toccatina e, ma questa volta durante lo spettacolo “Fantastico”, aveva inseguito con aria predatoria ma incredibilmente comica la compianta Raffaella Carrà terminando lo sketch comico con l’elencazione (quasi) completa dei nominativi dell’organo genitale femminile.

E’ vero, nel mentre ha vinto il premio Oscar, ha iniziato a leggere Dante ad ogni piè sospinto e poi, novello Calamandrei, ci ha spiegato quanto è bella la nostra Costituzione.

Da ciò, anche forse a causa di una leggerissima perdita di verve comica e per ingravescente aetatem ha nel mentre vinto il concorso per Corazziere.

Buon per lui e per noi; ognuno ha i Corazzieri che merita.