di Walter Virga

Sta destando molta attenzione il caso dell’ex presidente del Consiglio Romano Prodi che, a fronte di una domanda di una giornalista che gli chiedeva cosa ne pensasse dell’ormai celeberrimo passo del così detto “Manifesto di Ventotene”, nel quale si inneggia all’abolizione della proprietà privata e, in generale, alla rivoluzione socialista, visibilmente spazientito ha reagito, tra l’altro, dando una “tiratina” di capelli alla giornalista a mo’ di rimbrotto come un vecchio professore nei confronti di un’alunna particolarmente discola o di un nonno nei confronti di una nipotina indisciplinata.

Ora, il gesto è in sé decisamente spiacevole ed inelegante, inoltre dimostra una qual certa perdita di lucidità del Presidente Prodi che, verosimilmente a causa dell’età ormai ben avanzata, non solo non si aspettava quella domanda, il che è già di per sé strano visto che da giorni non si parla d’altro, ma per di più ha visibilmente perso la pazienza per una semplice – seppur tendenziosa – domanda, cosa che sinceramente non ci si aspetta da chi invece, con grande lucidità ebbe addirittura a profetizzare che con l’avvento dell’Euro avremmo lavorato un giorno in meno guadagnando di più. Insomma, cotanto Profeta non può di certo cadere su quisquilie simili.

Il tutto, poi, è stato reso ancor più spiacevole dal goffo tentativo di Prodi di negare l’accaduto per poi, ovviamente, essere smentito dalle immagini che, invece, avevano immortalato la mano rea di aver violato la ciocca di capelli della giornalista.

Ora, al di là della, si ripete, ineleganza e spiacevolezza del gesto, ritengo che lo stesso debba essere derubricato a senile incautela e che, allo stesso modo, oltre alle scuse, per la verità già rivolte da Prodi alla giornalista, seppur dopo che il VAR aveva confermato la versione di quest’ultima, un mazzo di fiori potrebbe chiudere signorilmente una vicenda che di signorile ha ben poco.

Mi limito, però, a fare una domanda: se lo stesso gesto fosse stato compiuto ad esempio, citerò dei nomi a caso, da Ignazio La Russa o da Maurizio Gasparri o da qualsiasi personaggio pubblico o privato privo del pedigree di “antifascista di sinistra politicamente corretto che fa i flashmob a sostegno della lotta alle discriminazioni di genere e che partecipa ai Gay Pride perché è roba che nei quartieri “in” delle nostre città fa tanto ma proprio tanto radical chic” (l’assenza di punteggiatura è voluta perchè il virgolettato deve essere letto tutto di un fiato!) le reazioni sarebbero state le stesse ovvero ci saremmo ritrovati interi reggimenti di femministe, alfieri del pensiero woke, ambasciatori del politically correct e, perché no, magari anche qualche magistrato (vanno sempre tanto di moda!) ad accusare i tiratori di capelli se non di violenza, almeno di sessismo, patriarcato ed amenità simili?

Lascio al lettore la risposta e chiudo dicendo che, comunque, i capelli alle donne non si tirano (e nemmeno agli uomini) tranne che la cosa non sia voluta da chi la subisce, cosa che succede, se succede, normalmente non a favore di telecamera e, almeno di norma, con una differenza di età certamente minore tra i protagonisti del gesto. Chissà, magari Prodi semplicemente ha avuto un semplice amarcord di tempi della sua vita e del suo ardore che ormai l’inesorabile passar del tempo non gli restituirà più.

Comunque, nel dubbio, se non lo ha già fatto direi che il consiglio di mandare un mazzo di fiori sia un buon consiglio…chissà che da cosa non nasca cosa!