di Walter Virga

Dopo tanti articoli su argomenti complessi e, almeno per alcuni, magari anche noiosi, è anche giusto concedersi un po’ di leggerezza.

L’occasione mi viene data da una divertente diatriba avuta nel corso di una cena nella quale un mio amico, notoriamente esperto di bon ton e dandy per vocazione, mi ha spiegato se corrisponde o meno a verità la regola del Galateo secondo cui, come molti pensano, il posso si possa mangiare con le mani senza bisogno di utilizzo della forchetta.

C’è, infatti, qualcosa di irresistibilmente primordiale e appagante nel prendere una coscia di pollo con le mani specie se si è in famiglia o tra amici. Ma poi, come detto, arriva il dubbio: è educato mangiare il pollo con le mani? È vero che il galateo lo consente?

Ora, tralasciando che il Galateo (inteso come libro) non deve essere considerato alla stregua di un testo sacro al pari della Bibbia o del Corano, anche perché, là dove espressamente previste, le regole di comportamento a tavola sono variabili e dipendono dal contesto e dal tipo di occasione (come in caso di cene ufficiali o di Stato), può essere utile un piccolo approfondimento.

Ebbene, la risposta al quesito è più sfumata di quanto si pensi.

Se da un lato il galateo tradizionale tende a preferire sempre l’uso delle posate, soprattutto nei contesti formali, dall’altro lato, le buone maniere moderne sanno che la vita reale è fatta anche di informalità e convivialità.

In certe situazioni, mangiare il pollo con le mani non solo è tollerato, ma è addirittura la scelta più naturale.

In un ambiente rilassato, come una cena tra amici, un pranzo in famiglia, un picnic o una grigliata, usare le mani è perfettamente accettabile. Anzi, in molti casi, è proprio parte dell’esperienza. Anche il tipo di servizio fa la differenza: se il pollo viene presentato su un vassoio rustico, in un cestino con carta, o in modo informale, è un chiaro invito a dimenticare le formalità. E se ti trovi in compagnia e tutti stanno già addentando ali e cosce senza tanti complimenti, allora puoi farlo anche tu senza timore di passare per maleducato.

Il discorso cambia completamente in contesti più eleganti. Se sei invitato a una cena formale, a un pranzo di lavoro o a un ricevimento, è sempre meglio affidarsi a coltello e forchetta. Non solo per rispetto delle buone maniere, ma anche per evitare spiacevoli imprevisti: nessuno vuole schizzare salsa sulla camicia del capo o finire con le dita appiccicose mentre cerca di mantenere una conversazione brillante.

Ma attenzione, anche quando le mani sono ammesse, un minimo di galateo resta in gioco. Usare bene il tovagliolo, evitare gesti troppo disinvolti o rumorosi, non leccarsi le dita, sono accortezze che bilanciano l’equilibrio tra informalità e buona educazione.

Se ci si trova in un ristorante e il cameriere porta la “finger bowl” (la ciotolina con acqua e limone), è ipotizzabile che un utilizzo seppur parsimonioso delle mani sia  consentito.

Tutto ciò per dire che il vero segreto del galateo è il buon senso.

Capire il contesto, leggere l’atmosfera e comportarsi di conseguenza. Non esistono regole universali scolpite nella pietra: l’eleganza sta nella capacità di adattarsi. E se il momento lo permette, lasciarsi andare e gustarsi un buon pezzo di pollo con le mani può essere non solo accettabile, ma anche perfino liberatorio.