di Walter Virga
Continuiamo, come avviene ormai da tempo, con la nostra opera di informazione ai lettori circa il diritto alla salute e la sua tutela.
Questa volta tratteremo il tema, ormai uscito dall’attenzione della cronaca a causa della diminuzione dei casi di infezione da HIV che, negli anni ottanta, ha rappresentato la prima forma di pandemia ben prima dell’evento traumatico rappresentato dal Covid.
Non a caso ho parlato di pandemia perché, dati alla mano, i casi di infezione da HIV, sfociante poi in fase acuta in AIDS, hanno interessato milioni dipersone in tutto il mondo e, tutt’ora, sebbene le stime diano la curva dei contagi in calo almeno nel mondo occidentale, il fenomeno preoccupa di meno perché i nuovi protocolli sanitari riescono a cronicizzare la malattia rendendo, salvo rari casi, la carica virale del soggetto affetto da malattia, talmente bassa da non essere di fatto trasmissibile nemmeno con rapporti sessuali.
Tutto ciò, se da un lato è un bene, dall’altro però ha fatto sì che scendesse drasticamente l’attenzione sulle altre malattie sessualmente trasmissibili che, sebbene non tutte gravi come l’AIDS, rappresentano però comunque una piaga sociale di notevoli dimensioni.
Le Malattie Sessualmente Trasmissibili, note anche come Malattie Veneree, sono infezioni tipicamente, ma non esclusivamente, a trasmissione diretta attraverso il contatto sessuale e possono essere causate da batteri, virus o protozoi.
Esse, come già accennato, rappresentano ancora oggi un incombente pericolo a livello individuale e di coppia, ed un grande problema di salute pubblica in tutto il mondo. Le cause principali sono note e possono essere riassunte in: 1) attività sessuale non protetta con partner differenti; 2) riluttanza a riferire di disturbi sessuali in sede di visita medica; 3) necessità di trattare anche il partner del paziente infetto; 4) scarsa attenzione e informazione sul tema, sia in ambito familiare che scolastico.
Se le varie infezioni non vengono diagnosticate e trattate tempestivamente, alcuni microrganismi possono diffondersi attraverso il sangue e aggredire gli organi interni causando, ovviamente, danni ben più gravi ed a volta irreversibili se non mortali (si pensi alla sifilide che, se non trattata adeguatamente e in tempo è in grado di aggredire finanche il sistema nervoso centrale).
Non possono, inoltre, essere trascurate le implicazioni sessuali, sociali, psicologiche, deontologiche e legali che tali malattie comportano.
Per questo è fondamentale che, a partire dal nucleo familiare e dalla scuola, si affronti il tema senza imbarazzi e con la consapevolezza che, specie per gli adolescenti, una corretta educazione sessuale volta non all’astinenza ma al saper prendere scelte consapevoli specie in materia di sistemi di profilassi e di riconoscimento di comportamenti a richio, è l’unica reale forma di prevenzione anticipata che potrà, nel tempo, vedere scendere la curva anche delle altre malattie veneree meno pericolose dell’AIDS ma comunque gravi e, in alcuni casi, invalidanti o mortali.
