di WALTER VIRGA

Si è svolto un incontro tra le principali Associazioni rappresentative delle strutture ambulatoriali private e dei laboratori di analisi cliniche accreditati presso il Ministero della Salute, raccolte sotto la sigla U.A.P. e, appunto, i rappresentanti del Ministero stesso.

L’occasione sarebbe stata propizia per far tornare indietro sui propri passi il Ministero attraverso la concessione di una proroga all’entrata in vigore dei Tariffari, ad oggi prevista per il prossimo primo di Aprile.

Purtroppo però il Ministero, dimostrando ancora una volta di non essere sensibile non soltanto alle richieste dell’U.A.P., ma anche alla realtà dei fatti, ha deciso di proseguire imperterrito su una strada che, come più volte segnalato in questa Testata, comporterà gravissimi danni a tutto il comparto Sanità senza distinzione tra pubblico e privato.

Abbiamo discusso della tematica con la Dott.ssa Maria Stella Giorlandino, Rappresentante di Confapi Salute Università e Ricerca e con il Presidente di Anisap Dott. Valter Rufini.

Dott.ssa Giorlandino, già abbiamo avuto modo di affrontare la tematica dei nuovi Tariffari e dei problemi che gli stessi comporteranno a tutto il settore, che conclusione trae dall’incontro avvenuto con i rappresentanti del Ministero?

Guardi, la speranza era quella di far finalmente comprendere al Governo la gravità della situazione. Abbiamo più e più volte sottolineato in ogni sede l’impossibilità, con l’applicazione dei nuovi tariffari, addirittura di coprire i costi di esami fondamentali per la salute, specie delle donne, come il pap test e la mammografia ma, paradossalmente, sembra che chi di dovere non riesca a calarsi nella realtà e non veda – o non voglia vedere – il disastro verso cui ci stiamo avviando

A proposito di disastro, Dottoressa, ci conferma che il problema riguarda la maggior parte delle strutture esistenti nel territorio, specie del sud, le quali non potranno garantire la loro funzione di ausilio al settore pubblico perché, mi consenta il termine, “strozzate” dalle nuove Tariffe?

Certamente! Ed aggiungo che ciò è davvero paradossale specie se si pensa che ormai, senza la sinergia tra pubblico e privato, la Sanità andrà inesorabilmente verso il collasso. Mi lasci aggiungere che la mia non è solo una difesa di categoria, ma piuttosto un grido di dolore di fronte al pericolo che la salute dei cittadini, già duramente compromessa dal periodo del Covid durante il quale, come è noto, è crollato il numero di esami diagnostici preventivi anche relativi a patologie oncologiche, oggi nuovamente si troveranno a dover, per forza di cose, rinunciare alla prevenzione oppure rivolgersi prevalentemente al settore pubblico che, come sappiamo, già è alle prese con il problema delle liste di attesa infinite!”

Che soluzione propone, allora, vista la sua esperienza non solo nel suo settore ma anche nella società?(n.d.r.: ricordiamo ai lettori che la Dott.ssa Giorlandino è attivissima nell’ambito della difesa delle donne vittime di violenza fisica e psicologica)

Anzitutto posso dirle a chiare lettere ciò che non sarebbe accettabile e cioè una soluzione tampone! È ovvio che una proroga dell’entrata in vigore delle Tariffe al momento sarebbe accettabile, ma solo al fine di aprire nel mentre un serio tavolo di discussione il cui esito finale non potrebbe che essere una revisione delle Tariffe per renderle aderenti alla realtà dei fatti. Purtroppo il Governo, e per esso il Ministero, ancora una volta ha deciso di perseverare nell’errore….”

Queste considerazioni sono pienamente condivise anche dal Presidente di Anisap Dott. Valter Rufini il quale aggiunge che in un’ottica di nuovo federalismo e autonomia anche a livello sanitario si rischia il paradosso non solo di danneggiare le Regioni già alle prese con situazioni di deficitsanitario vicine al collasso finanziario ma, per di più, anche le Regioni più virtuose come Toscana, Emilia Romagna e Lombardia, che non a caso hanno già adottato misure “tampone”.

Alla fine di questa intervista la sensazione che rimane a chi scrive è un misto di delusione per la cecità del Governo rispetto a problemi evidentissimi oltre alla preoccupazione per le conseguenze più a lungo termine del problema.

Ed infatti, come è noto chi avrà la possibilità – come i grandi gruppi stranieri – di differenziare l’offerta anche economica sulla base di calcoli basati sulla economia di scala, approfitterà della situazione per rilevare quante più realtà esistenti sul territorio italiano possibile rendendo, così, la sanità italiana un territorio di conquista per le multinazionali.

Il che, sia consentita la riflessione personale, è una assurdità specie se causata dalle decisioni di un Governo che, almeno a parole, fa della difesa dell’italianità uno dei suoi punti forti.

Da cronista, poi, sento il dovere di pormi altre domande: chi può mai avere interesse a rendere effettivo un Nomenclatore che comporta un taglio di circa l’80% delle risorse a disposizione e che farebbe fallire, soprattutto, le strutture sanitarie del centro e sud Italia?

Voci, ovviamente non confermate ufficialmente, ci dicono che questo problema all’interno del Ministero viene considerato irrilevante…sarebbe allora il caso che venga reso di pubblico dominio cosa si cela dietro questa incomprensibile scelta specie alla luce del fatto che non si vede l’urgenza di queste modifiche a fronte di un immobilismo sulle Tariffe che dura dal 1991…

Speriamo che, passate le prossime elezioni europee, chi di dovere riacquisti il senno e ascolti le ragioni di chi nella sanità lavora ogni giorno ed è a contatto con i cittadini ai quali, non dimentichiamolo, lo Stato deve per espresso dettato costituzionale, garantire il diritto alla salute.

Per completezza di informazione mettiamo a disposizione dei lettori il comunicato stampa dell’U.A.P. e lo schema riassuntivo relativo a dove confluiscono gli esami dei singoli laboratori realizzato dalla Dott.ssa Giorlandino