di Walter Virga
La cerimonia di insediamento di Donald Trump alla Presidenza degli Stati Uniti d’America è stato da più parti commentato specie in relazione al fatto che, in prima fila, erano seduti i tre uomini più ricchi e potenti del Mondo: Elon Musk, Jeff Bezos e Mark Zuckerberg.
Questa circostanza ha dato modo ai soliti relitti di un mondo ormai, per fortuna, al tramonto, di elevare alte grida indignate perché, sempre per costoro, ciò rappresenterebbe un pericolo per la democrazia in quanto certificherebbe la prevalenza del potere economico finanziario e tecnocratico sulle forme di rappresentatività sino ad ora conosciute e sulla corretta e libera espressione della volontà popolare quale unica, e non scalfibile, scaturigine del potere costituito.
Questi Soloni, forti da un lato delle solite casse di risonanza mediatiche e “passatiste” e, dall’altro, di autocostituite patenti di “intellettualità” ci hanno regalato sfoghi degni della migliore tradizione dell’operetta italiana (non dell’Opera che è ben altra e nobile cosa).
E così abbiamo potuto leggere il grido disperato di un noto scrittore, che ha visto crescere la sua fortuna umana, economica e intellettuale grazie alla trasposizione quasi stenografica di alcuni processi contro la criminalità organizzata in forma di libro, il quale ha, di fatto, aizzato i lettori alla insurrezione, in particolare contro Elon Musk, da costui considerato, testualmente, un emulo dei Tiranni del ‘900 al punto tale da chiudere il suo sfogo lanciando contro Musk una maledizione: “Musk, che tu sia maledetto”.
A seguito, o comunque in dipendenza di questi disperati tentativi di rimanere a galla nel circo mediatico, una sparuta folla di sbandati – ma il numero esiguo è poco rilevante – si è recato a Milano, a Piazzale Loreto, appendendo a testa in giù un fantoccio rappresentante Musk, e ciò in ricordo e celebrazione dell’infame oltraggio recato decenni orsono da una folla inferocita, ma comunque più giustificabile degli attuali emuli di quella gente, ai cadaveri di Benito Mussolini e della incolpevole Claretta Petacci.
Questo è il contesto dal quale bisogna partire, e tali gesti confermano che ci troviamo inevitabilmente, immancabilmente e senza possibilità di smentita innanzi al sorgere di una nuova Alba dorata per la società.
Ed infatti, dopo decenni di illusione che le forme di governo e le Costituzioni del post Auschwitz potessero reggere di fronte all’inesorabile avanzare della Storia, finalmente lo Spirito, inteso in senso hegeliano, e quindi come l’insieme dei valori della cultura e delle istituzioni, cioè di tutto ciò che nasce dalle relazioni tra gli uomini nella società e nella storia, ha trovato un sua nuova forma di incarnazione che supera e travalica il “trauma” sociologico e politico determinato dalla seconda guerra mondiale e dai suoi orrori per concretizzarsi, come era naturale che fosse, nell’individuazione di un mezzo in grado di dirigere, condurre ed indirizzare le società occidentali sulla base di una Visione finalmente libera dagli ormai ingialliti legami con un passato da relegare alla narrazione degli storici.
Sì, i tanto vituperati alfieri della nuova economia, del nuovo modo di intendere la comunicazione tra gli individui, delle nuove forme di scambio delle merci e del nuovo modo di indirizzare le masse, rappresentano proprio l’incarnazione dello Spirito che si fa concreto, tangibile ed efficace nella Storia!
Costoro, infatti, sono portatori di una visione che travalica lo spazio ristrettissimo della durata della vita umana – anche della loro vita – e si proietta verso un futuro che intendono, e ne hanno le possibilità, realizzare pur nella consapevolezza di non poter arrivare a vederne il pieno attuarsi.
L’idea di Musk di rendere l’Umanità in grado di colonizzare altri pianeti non è il delirio di un folle ma, al contrario è un progetto che lo stesso Musk sta portando avanti passo dopo passo attraverso innovazioni tecnologiche che, fra decenni, saranno ricordate come il punto di partenza di ciò che verosimilmente sarà il futuro dei nostri figli e nipoti.
Tanto per fare un esempio concreto, infatti, per la prima volta nella storia dell’aeronautica spaziale un veicolo progettato e realizzato da una delle società di Musk è stato in grado di effettuare un viaggio extraorbitale per poi tornare autonomamente e senza l’intervento di un pilota al punto di partenza e in assenza di danni di alcun tipo.
Ciò significa, per usare parole semplici, che l’esplorazione spaziale ha fatto un salto in avanti di decenni, se non di almeno un secolo, e ciò soltanto grazie al Genio che si cela, in maniera nemmeno troppo velata, nella mente del Magnate sudafricano.
Ed ancora, gli studi di un’altra società di Musk relativi all’istallazione nel cervello umano di dispositivi elettronici non è, come gli intellettuali da salotto strillano, l’anticamera dell’ibridazione umana ma, al contrario, è la base per poter ridare a chi ha subito un trauma cerebrospinale la possibilità di tornare a camminare; ci vorranno anni ed anni ma ciò avverrà.
E ciò avverrà perché Musk vuole fortemente che ciò avvenga e utilizza tutte le sue risorse per raggiungere tale risultato.
È ovvio che tutto questo comporta anche un inevitabile, ma meritatissimo, ritorno economico, di immagine e di “potere” a vantaggio di Elon Musk ma attenzione su questo punto perché è fondamentale.
Questo “potere” non è da intendersi, come fanno gli stolti a cui prima facevo riferimento, come un qualcosa di avulso dalla vita di ognuno di noi o, peggio, come un mero tornaconto personale ma, al contrario, è un “Potere” inteso come volontà di potenza, di superamento del limite, di abbattimento del muro che separa l’Uomo dall’Ultra Uomo ipotizzato da Nietzsche e, sempre per rimanere al grande Maestro tedesco, è un Potere che ci conduce, di visione in visione, verso il raggiungimento dello spirito dionisiaco ovvero lo slancio mistico, il desiderio di infinito e l’ambizione all’assoluto.
Di fronte a tutto questo coloro i quali si arroccano ancora sulla cima delle loro torri d’avorio auto incensandosi richiamando la necessità di conservare un mondo ormai decaduto ed in difesa delle forme istituzionali che, se non riformate dalle loro fondamenta, continueranno nel loro lento ed inesorabile processo di decomposizione, dimostrano soltanto di non essere in grado di concepire null’altro al di fuori della loro vanaglosriosa immagine allo specchio.
Musk, e chi come lui, rappresenta invece quell’anelito di infinito che dovrebbe, anzi che deve, farci rendere conto che di fronte al sorgere di questo nuovo Sole preannunciato da un’Alba dorata foriera di Speranza di Forza e di Volontà, non bisogna né adottare il piagnisteo tipico di chi, orfano della più inutile e nefasta ideologia che l’umanità abbia mai prodotto, vorrebbe spaventarci per non farci rompere le catene che ci impediscono di agire, né farci voltare dall’altra parte come se il Sole non abbia la forza di illuminare anche chi gli dà le spalle.
Al contrario è necessario, perché ce lo chiede la Storia, abbracciare questo cambiamento, sollevarci dallo stato di inerzia in cui ci hanno ridotto decenni di retorica passatista, darci il coraggio di abbattere con qualsiasi mezzo l’idea che esista un modo “giusto” perché “eticamente corretto” di utilizzare il linguaggio ed esprimere il nostro pensiero, esaltarci nella celebrazione di un nuovo Futurismo in ogni ambito delle nostre vite, valutare la perdurante reale utilità delle Istituzioni per come noi oggi le concepiamo, richiamarci al dovere di evolverci e di puntare in alto pur anche nella quotidiana angoscia di vite che, quasi sempre, conduciamo in modo miserabilmente vile.
Di fronte a questo richiamo del Destino vi è solo una risposta che l’Uomo nuovo dovrà dare: PRESENTE!
Chi no lo farà, sarà libero di non farlo ma sarà schiacciato dall’inesorabile ruota della Storia!
