di Walter Virga

Gli ormai numerosi lettori di questo Sito sanno benissimo che una delle battaglie che stiamo, faticosamente, portando avanti grazie all’ausilio delle più rappresentative sigle, come l’U.A.P., e delle personalità che da decenni si occupano imprenditorialmente e socialmente della tematica, come la Dott.ssa Maria Stella Giorlandino, riguarda il nuovo assetto che il legislatore intende dare ai livelli di assistenza medica che, sino ad oggi, tra mille difficoltà, hanno quali protagonisti le Strutture pubbliche e Private convenzionate.

Non è un mistero, anzi è una evidenza chiarissima, che senza l’ausilio delle Strutture private tutto il sistema collasserebbe in pochissimo tempo.

Orbene, lungi da chi scrive voler giustificare oligopoli o, peggio, monopoli, che di fatto non esistono, si deve però sottolineare il fatto che la sinergia tra pubblico e privato si basa sul fatto che quest’ultimo è rigorosamente sottoposto a controlli circa la idoneità delle strutture, dei mezzi e del personale e ciò, come è ovvio, per far sì che il livello di assistenza offerto ai cittadini sia il medesimo.

All’interno di questa – virtuosa – sinergia, non può escludersi che possano essere introdotti anche altri operatori economici a patto che, però, gli stessi siano sottoposti ai medesimi controlli delle Strutture private attualmente convenzionate e che, alla fine, il bene primario rappresentato dalla salute dei cittadini sia garantito e non sacrificato sull’altare della mera concorrenza.

Orbene, Il D.D.L. Semplificazioni, a firma del Ministro Zangrillo, sta mostrando sul punto la sua completa inadeguatezza per la tutela della salute dei cittadini, così come correttamente evidenziato anche da SIBioC – Società Italiana di Biochimica Clinica e Biologia Molecolaree Clinica ETS – nella relazione che si potrà leggere nell’allegato comunicato stampa e che ha come protagoniste proprio le Farmacie ed il ruolo che, senza una adeguata preparazione tecnica e normativa, alle stesse si vorrebbe dare.

Ci si auspica, quindi, che quanto dichiarato da SIBioC possa essere tenuto nella debita considerazione dal Ministro della Salute, Prof. Orazio Schillaci, e dalle autorità scientifiche nell’attuazione dei progetti per l’abbattimento delle liste di attesa.

L’U.A.P., che può contare su una rete di 8.000 strutture sanitarie costituite da laboratori e poliambulatori capillarmente dislocati su tutto il territorio nazionale, si chiede, ed ha ragione a farlo, perché ad oggi continuino a non essere tenute in considerazione nei progetti per l’abbattimento delle liste di attesa le strutture sanitarie private, che da anni sono sottoposte a rigidi controlli e procedure per poter erogare servizi sanitari di qualità e che hanno mostrato di essere l’unico alleato a sostegno della sanità pubblica nella tutela della salute dei cittadini a livello nazionale e, invece, si cerchi di ampliare il parterre di protagonisti senza però tenere in debito conto l’enorme differenza di esperienza sul campo e di professionalità dimostrata in decenni dalle Strutture private.