Comprare un immobile: oltre al prezzo di acquisto, quali altre spese sostenere?

Bisogna valutare bene quanto si spende per intestare una casa. Ecco i costi da affrontare per capire se si superano i propri limiti di spesa.

Quanto costa il compromesso?

Il contratto preliminare, o compromesso,obbliga alla stipula del contratto definitivo e ci tutela se il proprietario vende a terzi, o decide di non vendere più.

Con il compromesso, in caso di vendita a terzi, si potrà chiedere a chi vende di risarcire i danni e, in caso di trascrizione dello stesso, si potrà ottenere la proprietà dell’immobile anche se fosse stato già venduto.

Se il venditore rifiuta di vendere si potrà chiedere al giudice il trasferimento della proprietà.

Per questi motivi stipulare il compromesso è consigliabile.

E i costi? Partiamo dalla caparra che può essere un anticipo sul prezzo, ad esempio: se il prezzo è 100mila euro e al preliminare come caparra pago 50mila euro, al momento del contratto definitivo pagherò i restanti 50mila euro.

Si chiama invece caparra confirmatoria quella per cui, se il venditore rifiuta di vendere l’immobile, verserà al compratore il doppio della caparra pagata. Se invece fosse il compratore a non voler più acquistare, perderà la caparra versata.

La caparra non è un costo fisso perché le parti possono decidere di non prevederla.

I costi fissi sono tasse e le imposte.

Anzitutto, essendo obbligatoria la registrazione del compromesso entro trenta giorni dalla stipula, si pagherà l’imposta di registro pari a duecento euro e l’imposta di bollo di centocinquanta euro.

Nel caso di versamento della caparra si pagherà il 3% o lo 0,5% della stessa a seconda che si tratti di anticipo sul prezzo ovvero di caparra confirmatoria.

Nell’ipotesi di trascrizione del compromesso si aggiungono altri 235 euro di imposta ipotecaria.

E il notaio?

Il notaio è il pubblico ufficiale che garantisce la validità del contratto con il quale diventiamo proprietari.

Scrive il contratto definitivo, valuta la situazione urbanistica ed edilizia dell’immobile e verifica altre problematiche, quali la presenza di ipoteche e sequestri. Perciò di norma il notaio viene scelto dal compratore.

È un libero professionista e ha diritto al compenso in base a tariffe che prevedono minimi e massimi.

È perciò consigliato chiedere un preventivo per fare utili confronti.

Quali altri costi?

Stipulando il contratto definitivo è obbligatorio pagare imposte che variano se per l’acquirente si tratta o meno di prima casa.

Nel caso di prima casa, l’imposta di registro è pari al 2% del valore catastale e le imposte ipotecarie e catastali ammontano ognuna a cinquanta euro.

Nel caso in cui non sia una prima casa, l’imposta di registro è del 9% sul valore catastale; non cambia invece il costo delle imposte ipotecarie e catastali.

E se vende un’impresa?

In questo caso è dovuta l’Iva dal 10% al 22% a seconda della tipologia di immobile e le imposte di registro, ipotecarie e catastali pari a duecento euro l’una.