di Walter Virga

L’età pensionabile si allunga e la pensione è spesso un miraggio. Quando è utile sfruttare il tempo di studi universitari per anticipare il meritato riposo?

Rispetto all’Europa in Italia si va in pensione più tardi. I laureati hanno però la possibilità di anticipare l’atteso momento e di aumentare l’importo della propria pensione sfruttando il tempo passato all’università. In questo articolo capiremo quando conviene riscattare la laurea.

Cosa vuol dire riscatto della laurea?

Il riscatto della laureaè la possibilità di conteggiare, pagando una somma di denaro, gli anni universitari, quelli trascorsi in istituti equiparati come i conservatori, e il dottorato di ricerca per andare in pensione prima ed eventualmente avere una pensione più alta.

Come funziona il riscatto?

Bisogna anzitutto distinguere tra riscatto ordinario e riscatto agevolato.

Prendendo come periodo di riferimento gli anni successivi al 1996, il riscatto ordinario prevede che per ogni anno di studi si pagherà una somma pari al 33% della retribuzione annua lorda degli ultimi dodici mesi precedenti alla domanda di riscatto.

Con il riscatto agevolato, invece, si pagherà per ogni anno di studi una somma già determinata che al momento è pari a circa 5.700 euro.

Il riscatto agevolato ha anche dei vantaggi fiscali. Infatti si potrà ottenere una detrazione del 50% delle somme versate in cinque ratei di uguale importo o, in alternativa, la rateizzazione sino al massimo di 120 rate mensili.

Se a pagare sono i genitori di un figlio a carico è prevista per loro una deduzione del 19%.

Quando conviene riscattare i periodi di studio?

In linea di massima conviene riscattare la laurea quando si desidera andare in pensione prima oppure ottenere una pensione più alta o, nel caso più vantaggioso, riuscire a raggiungere entrambi i risultati.

A seconda degli obiettivi che ci si pone nel momento in cui si valuta l’ipotesi di chiedere il riscatto, può essere più conveniente la forma ordinaria o quella agevolata.

Volendo, però, fornire al lettore un quadro quanto più possibile chiaro si può dire che se l’obiettivo prioritario è quello di aumentare la pensione, allora può essere conveniente chiedere il riscatto ordinario che, prevedendo il pagamento del 33% della retribuzione lorda degli ultimi dodici mesi precedenti alla domanda, potrebbe determinare, oltre che una anticipazione dell’età pensionabile, anche un maggior aumento dei contributi versati e, quindi, un superiore incremento della pensione.

La scelta del riscatto agevolato può, invece essere conveniente dal punto di vista economico e dell’anticipazione della pensione ma in linea di massima minori saranno anche i risultati in termini di aumento dell’assegno pensionistico.

E chi se l’è presa comoda all’università?

Nessuna buona notizia, invece, per i fuori corso. La legge infatti non prevede la possibilità di riscattare gli anni di studio eccedenti la normale durata del corso universitario nel quale ci si è laureati.