di Walter Virga

La Corte di Cassazione è nuovamente intervenuta in tema di ecobonus e tardiva comunicazione all’Enea. Questa volta, però, differentemente dai precedenti arresti giurisprudenziali, la pronuncia ha stabilito qualcosa di diverso rispetto al passato e ha fatto prevalere una linea finalmente più morbida e vicina ai bisogni dei contribuenti.

Si ricorda innanzitutto che la comunicazione Enea deve essere inviata entro 90 giorni dalla fine dei lavori agevolati con l’ecobonus. Ma la sentenza n. 7657/2024 depositata lo scorso 21 marzo ha stabilito che l’omesso o tardivo invio della comunicazione Enea oltre tale termine non causa la perdita del diritto alla detrazione. Questo perché le norme non prevedono espressamente tale conseguenza.

Dal punto di vista civilistico, quindi, la Cassazione ha considerato tale mancanza come non più determinante una violazione di norma imperativa che causerebbe la perdita immediata del beneficio ma, all’opposto, come una norma priva di un espresso precetto vincolante in ordine alle conseguenze del ritardo della comunicazione.

Precedentemente, invece, la Cassazione con ordinanza 34151/2022, aveva stabilito che il diritto all’ecobonus si perdeva in caso di tardiva comunicazione all’Enea, puntualizzando che “i termini previsti dalla normativa hanno l’obiettivo di verificare i risultati raggiunti con l’intervento, ma anche la spettanza delle agevolazioni”.

Adesso, con il nuovo orientamento portato dalla sentenza n. 7657/2024, la Cassazione ha annullato la cartella inviata dall’Agenzia delle Entrate a una contribuente, sottolineando che la semplice tardività nella comunicazione non è individuata dalle norme come causa di decadenza della detrazione.

Nello specifico, la pronuncia della Cassazione ha sottolineato che, ai fini del riconoscimento della spettanza della detrazione, il controllo dell’amministrazione finanziaria deve riguardare “la dimostrazione da parte del contribuente che le spese detratte siano state effettivamente sostenute in relazione ad interventi finalizzati al risparmio energetico”, mentre “la comunicazione all’Enea ha finalità essenzialmente statistiche, cioè di monitoraggio e di valutazione di detto risparmio energetico”. Nonn si può che accogliere con favore questo reviriment dei Supremi giudici che, oltre a venir incontro alle esigenze dei cittadini, applicano correttamente i principi in tema di norme imperative e conseguenze della violazione di semplici precetti di carattere amministrativo privi di una espressa sanzione.