Incontro l’Arch. Maria Stella Giorlandino in una giornata che sembra preludere ad una primavera che, sappiamo, tarderà ad arrivare.

Come sempre è impeccabile, anche di più, quasi a voler essere la prova che buoni pensieri provocano buone azioni che, alla fine, si riflettono su chi le compie.

Il ciuffo, leggermente scompigliato al lato destro della fronte sembra essere frutto di una sapiente regia circa la propria immagine. Ma, conoscendola, so che non è così. Questa donna sapientemente mette insieme femminilità e ardore imprenditoriale, dolcezza e, al contempo, determinazione . Ed ecco è giunto il momento, per chi scrive, di calarsi nella realtà delle cose dando la parola alla Imprenditrice che, tra mille difficoltà anche personali, ha creato un impero i cui frutti e risultati, alla fine, contribuiscono al benessere della popolazione.   

Qual è il ruolo della sanità privata in Italia?

Occorre fare chiarezza sul punto e soprattutto smettere di demonizzare la sanità privata, poiché quest’ultima costituisce un vero ed importante ausilio alla sanità pubblica, erogando servizi sanitari di qualità alla popolazione intera, soprattutto dopo la pandemia da Covid-19, che ha aggravato la già pesante situazione delle liste di attesa degli ospedali pubblici.

Purtroppo, non è mai stata fatta chiarezza sul fatto che le strutture sanitarie private autorizzate e private accreditate con il S.S.N. contano circa 10.000 strutture in tutto il territorio nazionale e costituiscono la vera medicina del territorio, erogando servizi sanitari essenziali di qualità, con professionisti di eccellenza e apparecchiature all’avanguardia, che forniscono risposte diagnostiche in tempi celeri, (la tempistica, per certe patologie, gioca un ruolo fondamentale nel salvare la vita), consentendo un forte abbattimento delle liste di attesa.

Al riguardo, basti considerare che la sanità privata con l’8% delle risorse soddisfa il 33 % dei fabbisogni nazionali e quindi la loro operatività è fondamentale in un momento di crisi della sanità pubblica.

In sostanza, bisogna sfatare l’idea che si voglia trasferire la sanità in mano ai privati, ma occorre una giusta sinergia tra pubblico e privato, affinchè quest’ultimo possa sopperire alle richieste rimaste insoddisfatte dalla sanità pubblica, che diversamente non soltanto vedrebbe aggravare le liste di attesa ma soprattutto non riuscirebbe a coprire i costi.

  1. Che prospettiva vede per il futuro e cosa sta facendo l’attuale Governo.

Purtroppo l’attuale Governo sta operando delle scelte che, se non meglio indirizzate, potrebbero portare al peggioramento non soltanto della sanità privata ma anche al dissesto di quella pubblica.

E’ stato approvato, infatti, il Nuovo Nomenclatore Tariffario, che se da un lato ha incluso prestazioni tecnologicamente avanzate ed eliminato quelle ormai obsolete, dall’altro che ha tagliato in maniera incomprensibile i rimborsi erogati alle strutture private convenzionate, non tenendo costo dell’impatto che un simile provvedimento avrà, nei fatti, sull’assistenza sanitaria.

Tale tariffario, infatti, prevede rimborsi al di sotto del costo stesso dei materiali impiegati per l’esecuzione dei servizi erogati, così facendo non si può di certo garantire la qualità dei servizi offerti, né la velocità di diagnosi che contraddistingue la sanità privata, che rappresenta un àncora di salvezza per coloro che sono affetti da gravi patologie e hanno in atto cure chemioterapiche.

Chi ne pagherà le conseguenze? ovviamente noi cittadini! perché tali tagli comporteranno una necessaria riduzione della qualità del servizio.

Faccio due esempi concreti: prima per l’esecuzione di un PAP test il S.S.N. rimborsava alle strutture sanitarie private € 11,00, ora il rimborso previsto è di € 5,00.

Quindi con € 5,00 bisogna remunerare il costo di un medico professionista istopatologo che legge il referto (attività di non poco conto, visto che serve a prevenire patologie tumorali serie), il costo dei materiali, nonché i costi di gestione della struttura.

Ed ancora, il rimborso per una visita cardiologica è di € 20,00, è evidente che remunerare un cardiologo per una visita specialistica meno di € 20,00 significa abbassare la qualità del servizio e dei materiali. Quindi, chi ne paga le conseguenze è il privato cittadino che ottiene un servizio più scadente. Oltre che la stessa sanità pubblica, atteso che l’applicazione di questo nuovo Nomenclatore Tariffario vedrà sicuramente chiudere tante strutture private che non saranno più in grado di sostenere i costi di gestione, aggravando così le liste di attesa delle strutture pubbliche, che vedrebbero aumentare il loro debito in quanto non capaci di coprire i costi degli stessi.

In questo modo, peraltro, non viene nemmeno ricompensata la qualità dei medici, che lavorano con impegno e professionalità.

  • Alla luce di ciò, cosa propone di fare e cosa sta facendo in concreto?

Io, non soltanto in qualità di amministratore della Rete di Centri Clinici Diagnostici Artemisia Lab, ma anche come Presidente di Confapi Lazio Sanità e Salute, insieme alle altre associazioni di categoria degli ambulatori e poliambulatori italiani, che contano circa 10.000 strutture in tutto il territorio nazionale, ci stiamo battendo uniti per rendere evidenti queste problematiche e  chiedere al Ministro della Salute, Orazio Schillaci, al presidente del Consiglio e al Presidente della Repubblica una immediata sospensione dell’applicazione del nuovo Nomenclatore Tariffario, in attesa di creare dei Tavoli di confronto in cui discutere dei reali problemi della sanità italiana e dei giusti tagli da dover effettuare, che non possono incidere sulla qualità del servizio sanitario, perché non si può giocare sulla pelle dei cittadini.

  • Insomma, imprenditrice, rappresentante di associazioni di categoria, donna e madre, come concilia tutto questo?

Sono sempre stata abituata a conciliare il mio essere donna, madre e imprenditrice, cercando sempre un equilibrio tra tutte queste cose. D’altronde, sono un architetto, e quindi mi piace progettare e realizzare le cose, lo faccio nelle mie strutture sanitarie così come nella mia vita privata e nei rapporti umani, con tutto ciò che mi circonda.

Questo mi ha sempre portato ad essere vicina a chi è meno fortunato di me, motivo per cui con la Fondazione Artemisia ETS, di cui sono Presidente, mi sono dedicata al sostegno delle fasce più deboli della popolazione e soprattutto delle donne vittime di violenza, stalking e bullismo, per questa ragione ho dedicato un numero verde, attivo H24/24, per dare sostegno a chi ne necessita, oltre a realizzare durante tutto l’arco dell’anno iniziative gratuite a tutela della salute dei cittadini. Il tutto ovviamente grazie ai medici professionisti che collaborano nelle strutture della Rete Artemisia Lab, che donano la loro professionalità ed eccellenza a servizio dei più bisognosi.

Chi scrive da una parte ha il dovere di mantenere l’imparzialità di fronte all’intervistato ma dall’altra, e non se ne fa mistero, risente di un sottile compiacimento di fronte ad una espressione così evidente dell’imprenditoria femminile ed italiana.

Pazienti lettori, verrete aggiornati sugli sviluppi di queste vicende.