Benché la tutela della Salute pubblica  sia una priorità più volte ricordata dal Governo in carica e benché,  soprattutto, essa sia un Bene costituzionalmente garantito (art. 32 Cost.), purtroppo in questi giorni da cittadini assistiamo, con viva preoccupazione, alla revisione del Nuovo Nomenclatore Tariffario in materia di prestazioni mediche che, di fatto, se non venisse modificato, inciderebbe pesantemente sulla possibilità per l’utenza, specie quella più bisognosa, di accedere a molte prestazioni mediche che, in regime di convenzionamento, vengono giornalmente erogate dalle Strutture private.

Ci si augura che il confronto, attualmente aperto, tra il Governo e le principali Associazioni di categoria, possa portare ad un saggio ripensamento da parte della politica.

La revisione al ribasso dei rimborsi, infatti, arrecherà un danno alle Strutture private, amplierà il debito delle
Strutture pubbliche e metterà a rischio la qualità delle cure offerte ai pazienti.
A tale proposito, preme ricordare che ai sensi del D.lgs. 502/1992, le Strutture pubbliche e le strutture private concorrono su un piano paritario per assicurare ai cittadini un’offerta in grado di dare concretezza al diritto alla salute.
Le strutture private sono alleate delle strutture pubbliche, capaci di garantire rapidamente le prestazioni, sia da un punto di vista di qualità dell’esecuzione che di consegna dei risultati.
In più i laboratori e ambulatori privati convenzionati garantiscono quella “medicina di prossimità e di territorio” in grado di venire incontro alle esigenze diffuse della popolazione che avverte sempre di più la necessità di effettuare controlli e analisi, con la certezza di una risposta rapida e puntuale.

Basti sul punto fare un esempio delle conseguenze del Nuovo Tariffario in concreto: mentre un pap test prima veniva rimborsato alla Struttura convenzionata 11 euro, oggi si prevede un rimborso pari a 5 euro
nei quali far rientrare la copertura del costo dell’ostetrica, del medico che referta l’esame, dei materiali d’uso e le generali spese della struttura.

Inutile dire che, a queste condizioni, i prezzi non potranno che aumentare e, considerati gli attuali tempi di attesa per effettuare tale essenziale esame, che si rivela fondamentale come forma di prevenzione di gravissime patologie, è concreto il rischio che molte donne omettano di sottoporvisi.

Di seguito si riporta il comunicato stampa dell’U.A.P. all’esito dell’incontro presso il Ministero della Salute del 05.12.2023.

Walter Virga