Walter Virga
Oggi, 25 settembre 2024, presso il Teatro Brancaccio di Roma in via Merulana, 244 si è svolto il primo congresso dell’U.A.P, associazione, presieduta dalla Dott.ssa Mariastella Giorlandino, che mette insieme Ambulatori, poliambulatori e ospedalità privata.
Dal palco del Brancaccio, fra i tanti proclami buone intenzioni per il futuro, a gran voce è risuonato il mantra “Il medico fa la diagnosi, prescrive la cura e il farmacista eroga il farmaco” e ciò perchè “Il farmacista non può sostituire il medico”.
Ovvio che si stia parlando del DL Semplificazioni che, però, se letto con la dovuta attenzione – e noi lo abbiamo fatto – non prevede affatto nulla di tutto ciò.
Prevede infatti, tra l’altro, la possibilità per le Farmacie di erogare prestazioni diagnostiche di primo livello (es: esami del sangue) i cui esiti e referti, comunque, dovranno essere firmati da un medico che potrà ben operare all’interno della Farmacia.
In ciò non si vede nulla di scandaloso ma, ovviamente, non si può non comprendere la difesa delle prerogative delle categorie rappresentate.
Il punto, invece, sul quale U.A.P. ha ragione è che, aòmeno nell’attuale disegno legislativo, i medesimi requisiti tecnico sanitari previsti per le strutture convenzionate non siano interamente richiesti per le Farmacie.
Chi scrivecapisce che, al fine di ottenere una maggio eco e un appeal più convincente U.A.P., e la sua Presidente, abbiano scelto formule che, secondo ciò che insegna il marketing, “catturano il lettore ma, da modesti osservatori e giuristi, notiamo che i problemi del DL semplificazione sono ben altri e non possono essere ridotti a meri proclami allarmistici anche perchè, a ben vedere, non si comprende in che modo, se fosse veramentew questo il problema, la presenza di un medico che effettua un prelievo ad un paziente munito di prescrizione all’interno di una Farmacia debba in qualche modo allarmare oppure, come pure è stato fatto, invocare la quasi totale distruzione del “bene salute” tutelato dall’art. 32 della Costituzione.
Ci si augura che per il futuro, se U.A.P. vorrà continuare nel suo percorso di crescita, si concentri su argomenti più concreti senza necessità di invocare spettri che non esistono.
Ps: inutile dire che questo è un problema quasi solo italiano….in quasi tutta Europa, infatti, le farmacie sono polifunzionali ma, lo si ribadisce, devono sottostare alle stesse regole e standard degli altri operatori eroganti i servizi in questione.
