di Walter Virga

Torniamo ancora una volta ad occuparci delle problematiche relative al rapporto tra Sanità privata e nuovi modelli previsti dal Legislatore in materia di estensione di alcune prestazioni a favore delle Farmacie.

Già in un recentissimo passato abbiamo scritto di come non sia possibile equiparare soggetti  – come gli esercenti di prestazioni sanitarie accreditati – alle Farmacie e non per una difesa di categoria ma, all’opposto alla luce del corretto ed equilibrato esercizio di funzioni di pubblica utilità.

Ed infatti, dopo aver combattuto, e vinto!, la battaglia per la proroga delle disposizioni circa il Nuovo tariffario Nazionale, ora bisogna focalizzare l’attenzione su quanto sembrerebbe che il Governo voglia introdurre in  materia di estensione alle Farmacie della possibilità di poter erogare prestazioni sanitarie, senza considerare che le stesse sono del tutto prive di ogni requisito essenziale per poter esercitare ed erogare tali servizi.

Come potrebbe, infatti, un Farmacista sostituirsi ad un medico specialista valutando i requisiti di ammissione per le prestazioni sanitarie specialistiche, sostituendosi ad uno specialista che ha studiato per 10 anni?!

Secondo il DDL concorrenza basterebbe un semplice corso di qualche giorno…il che già di per sé rasenta l’inverosimile!

In aggiunta di ciò, vi è da sottolineare come tale situazione svilirebbe il ruolo, assolutamente fondamentale, del medico di base, atteso che nessuno più andrebbe da quest’ultimo per farsi prescrivere le ricette potendo andare direttamente in farmacia.

È irragionevole spingere i pazienti affetti da patologie di medio ed alto livello a rivolgersi in farmacia

anziché presso gli ambulatori specialistici o i Pronto Soccorso, perché lì non potrà trovare un medico

specialista in grado di dargli una cura corretta e in tempi ragionevoli, ma riceverà un esame il cui referto

verrà fornito dopo una settimana (tempo eccessivo per talune patologie).

A ben vedere, tale sistema rischia soltanto di duplicare i costi, invogliando in prima istanza i cittadini a

rivolgersi in Farmacia, per poi comunque dover ricorrere ad una visita con il medico specialista, il tutto

senza considerare i ritardi diagnostici e terapeutici, che in alcuni casi potrebbero essere pericolosi.

Ancora una volta, nella ragionevole speranza che quanto detto possa trovare attenti interlocutori in grado di comprendere la situazione, ed in particolare il Ministro della Salute ed il Ministro Zangrillo, la speranza è che si opti per una soluzione in grado realmente di porre la salute del cittadino quale Stella polare dell’agire politico.

Qui di seguito si riporta il comunicato dell’U.A.P (Unione Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità privata) che, grazie al costante lavoro del suo direttivo e, in esso della Dott.ssa Maria Stella Giorlandino) combatte ogni giorno per essere a fianco dei cittadini, della Sanità (senza distinzione tra pubblico e privato) e del Bene comune.